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LA BATTAGLIA DI CORNUDA

Lo Zio Pietro, dopo la resa di Udine, si recò a Venezia dove venne raggiunto dallo Zio Domenico e da Teobaldo Ciconi. Venuti a conoscenza che presso Montebelluna si stava organizzando un esercito, partirono immediatamente, seguiti da una trentina di amici e furono favorevolmente accolti dal Generale Ferrari, organizzatore di quella Divisione. Il loro piccolo drappello di Legionari Friulani venne aggregato ai due Battaglioni di Truppe Ausiliarie Romane.

Iniziatasi la battaglia sulle alture di Onigo e Monfenera  parte delle  nostre  truppe  fu  costretta  a ripiegare su Cornuda, ma sopraggiunti i due Battaglioni a cui appartenevano i nostri Zii, essi contrattaccarono con tale impeto che il nemico venne respinto con gravi perdite sulle primitive posizioni. Purtroppo però la giornata non fu favorevole alle nostre armi, essendo mancati i rinforzi richiesti al Generale in Capo Durando mentre gli Austriaci venivano opportunamente soccorsi dal giungere sul campo di battaglia della brigata di fanteria Schwarzenberg e da due squadroni di ulani immediatamente seguiti da altra brigata austriaca. La battaglia fu sempre accanitissima, ma infine la stragrande superiorità del nemico ebbe ragione del valore dei nostri.