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LA DIFESA DI OSOPPO

Alla difesa di Osoppo cooperò lo Zio Domenico servendo di collegamento tra i difensori ed il Governo Provvisorio di Venezia. Provvide anche, con denari propri, alla fornitura di viveri ed oggetti di vestiario, concorrendo in questo modo a prolungare la resistenza del Forte.

Tra i difensori del Forte troviamo nostro Zio, l'Ing. Girolamo Simonetti, tenente del Genio (padre dell'Ammiraglio Diego Simonetti, sottocapo di Stato Maggiore alla Marina durante la recente guerra), il cugino di nostro Padre, Enrico Merluzzi sottotenente dei Bersaglieri, e vi prestava servizio sanitario altro nostro Zio, il Dottor Domenico Leoncini.

Il 14 ottobre 18 49, il Presidio usciva dal Forte con la musica in testa, la bandiera spiegata al vento, e con tutte le sue armi; la truppa austriaca, allineata su due file, presentava le armi a quei pochi valorosi superstiti di una disperata difesa durata sette mesi.

Anche la bandiera di Osoppo venne decorata della Medaglia d'Oro al Valor Militare.

L'Ufficialità del Forte venne a radunarsi in casa di nostra Nonna, Francesca Barnaba, da dove, parte si portarono alla difesa di Venezia, che ancora resisteva, e tra questi nostri Zii Ing. Girolamo Simonetti e Dottor Domenico Leoncini, gli altri raggiunsero le loro famiglie.

Inutile dire il dolore dei nostri e le angherie a cui furono sottoposti sotto il ritornato regime austriaco; non per questo però tralasciarono di mantenere contatto con quanti tendevano alla liberazione dell'Italia.

Come giudizio su quanto fecero i nostri in quel periodo fortunoso e disgraziato, basti ricordare che il Marchese Rodolfo di Colloredo, parlando di Buja, la quale ebbe parte nei fatti del 1848, e di Francesca Barnaba, nostra Nonna (il Nonno Ermanno Barnaba era morto nel 1846) che volle che tutti i suoi figli combattessero per la Patria, chiamò la famiglia Barnaba "I Cairoli del Friuli,,.