AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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10) Il governatore Lanson.

 

Lo sgoverno bolscevico durò per 6 mesi interi. Appena i bolsceviki ridivennero i padroni della città, fu pubblicata la legge marziale. Alle 18 tutti dovevano rincasare; le finestre, non solo essere chiuse, ma inoltre mascherate con coperte od altri panni, affinchè non un raggio di luce ne trasparisse o vi entrasse a seconda delle stagioni. Sentinelle furono appostate nelle vie, coll'ordine di tirare, al primo tentativo di chi, essendo in casa, cercasse di sollevare un lembo di tenda per guardare ciò che accadeva nella via.

Quest'imposizione portò lo sconforto nella popolazione che si sentiva ormai fiaccata ed oppressa sotto una cappa di piombo e i cittadini si chiedevano l'un l'altro terrorizzati:

Ma è dunque cotesta la libertà dei popoli? è così che bisogna vivere per essere felici? l'eguaglianza è questa?... Lo Czar ci teneva avvinti da strette catene, ma ci consentirà almeno l'aria ed il sole, che è il patrimonio del più meschino tra gli esseri viventi!...

Appena la popolazione si trovava rinchiusa nelle proprie abitazioni, cominciava nelle vie un viavai d'automobili, di carrozze, di cavalli. Che cosa succedeva di si triste, che costoro avessero bisogno delle tenebre per compiere l'opera propria nefasta? Era l'ora delle così dette perquisizioni, sinonimo di ladrocinio, d'assassinio e di violazione di ciò che vi ha di più sacro nella famiglia, la donna, che veniva strappata a forza di tra le braccia della madre, dello sposo, dei congiunti, per trascinarla nell'orgia che si compiva in certi alberghi, dove i bolsceviki erano i padroni. Colla donna portavano via anche il bottino e se qualcuno avesse osato opporsi alle loro atrocità, la baionetta ne soffocava d'un colpo la voce. Oh, notti di sangue, notti spaventose in cui il più piccolo rumore taceva fremere dal terrore e dal raccapriccio!... e per sei mesi, per sei mesi che furono per noi sei lunghi secoli durò tanto martirio!

Ianson, un volgare criminale, fu nominato Governatore. Vi fu chi ebbe il coraggio che dà la disperazione, di denunziare a lui gli stupri violenti e gli atti arbitrari d'ogni sorta che si permettevano i soldati e gli altri bolsceviki in carica. Se il «governatore » Ianson aveva una buona giornata, sorridendo ed in tono canzonatorio rispondeva:  

Ma che, Cittadino, non siamo tutti fratelli l non siete bolscevicki? Se lo siete, dovete ben sapere che ognuno di noi abbiamo i diritti eguali, che la nostra legge tutto nazionalizza, che tutto è di tutti e che per conseguenza la donna, che è il più ghiotto boccone del patrimonio nazionale, deve subire la stessa sorte d'ogni altro bene di cui si ha da godere!... Anche i figli, vedete, sono nostri, poichè tutti siamo una sola famiglia; dunque ogni nato è proprietà nostra. Si faranno grandi Asili capaci di contenere tutti i nascituri della popolazione. 

Ogni madre, pena la fucilazione immediata, dovrà denunciarne la nascita e la nazione li farà allevare ed istruire con criteri moderni, in modo che, la generazione nuova, nascerà e crescerà bolscevik e non ci sarà più bisogno di propaganda per far capire al mondo che nel solo bolscevismo è la vera, la sola eguaglianza, la vera libertà, Se poi, come mi sembra, non siete bolsceviki, andatevene, ma in fretta, che potrebbe anche darsi, ch'io cambi d'umore, e se ciò fosse.... Chi non si assoggetta volontariamente alla nostra legge, sarà fucilato.

 

 

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