AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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9) Pace e tradimento.

 

Con animo trepidante intanto si aspettava lo svolgersi degli eventi, Passava la notte, l’ora della decisione si avvicinava. Timore e speranza tenevano gli animi sospesi. I Bianchi erano i vincitori; perchè dunque si doveva temere?... Eppure... Ma ecco che le nove scoccano. Pochi minuti dopo passa la prima slitta che a suon di tromba annunzia la pace, e la bandiera bianca sventola sul palazzo municipale. Commossa, per tanta allegrezza mi sciolgo in pianto e ginocchioni ringrazio Iddio d'averci protette e salvate. Tutti i neri giorni del terrore gli avevo vissuti come sotto un incubo, passiva e indifferente a tutto, ora invece ritrovavo il mio io, la vita rinasceva in me e con essa la facoltà di pensare e di giudicare si facevano strada nel mio cervello. 

Uscì il manifesto: i Bianchi, vincitori, i Rossi deponevano le armi, I Bianchi occuperebbero gli Uffici pubblici, comanderebbero la guarnigione, lasciando ai vinti piena libertà dopo data la parola d'onore di rimaner fedeli a nuovo regime che andava costituendosi. Sarebbe stato monarchico o repubblicano?.,. Non lo si seppe mai; che i Rossi armatisi in men che non si dica, arrestarono simultaneamente tutti i Bianchi che occupavano cariche civili e militari, fucilarono gli ufficiali nelle caserme, strapparono le spalline ai giovanetti obbligandoli a portar l'arme tra le loro file e tutto ripiombò nel disordine, nella ferocia che si aveva sofferto prima della battaglia. Allora incominciò l'esodo pietoso di quell'ultimo rimasuglio dei Bianchi ch'era sfuggito alla morte.

S'introducevano nelle famiglie col favore della notte e travestendosi, coglievano il momento opportuno per uscire di città e tentare il lungo e penoso viaggio sino ai confini della Manciuria, per unirsi ai battaglioni dell'Ataman Semenoff. La distanza che li separava dalla meta desiderata è di circa 2.500 chilometri e non potendosi servire della ferrovia, dovevano attraversare foreste vergini e buie come la notte, dove mai un raggio di sole penetrò a confortare il povero viandante, condannato il più delle volte a morire di fame e di freddo, tra quelle selve inospitabili. Oh! quanti e quanti, smarrito il sentiero, accasciati dalle fatiche, esausti da un lungo digiuno, assiderati dal freddo, trovarono la morte tra quelle sinistre foreste, senza un conforto umano, soli, abbandonati derelitti! E a cotesti umili eroi, vittime volontarie . d'un alto ideale, ignorati dal mondo, è negata anche una tomba, su cui mano pietosa possa deporre il mesto tributo d'un flore od aspergerla d'una stilla di pianto!

Pace a Voi, gloria ed onore della grande Patria vostra, che volontari deste in olocausto la vostra giovinezza, la vostra forza il vostro tanto amore; a voi, che rinunciaste al diritto di vivere piuttosto che sottomettervi all'infame giogo bolscevico, negazione della libertà, apologia del delitto e della più umigliante servitù ove la forza ha ragione del diritto, la libertà è una parodia... Sì dormite in pace o eroi da leggenda, e che lo spirito vostro aleggi su quei tanti che rimasero fermi in patria per poterle giovar meglio, affinchè il sangue di tanti martiri e di tanti apostoli non rimanga infecondo, ma sia simbolo di fortezza e di costanza.

 

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