AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu |
16) Strano Consiglio scolastico
Nell'agosto del 19, la popolazione reclamava la riapertura delle Scuole. Allora, maestri e professori ricevettero l'invito di recarsi al Consiglio (Soviet). Ci andammo; ma quale non fu la nostra meraviglia quando ci trovammo di fronte, oltrecchè a 3 commissari e segretari rispettivi, anche un'altra massa d'un pubblico poco acconcio per partecipare ad un Consiglio scolastico! - Siccome tutti siamo Tavari. (Compagni) - ci disse il primo Commissario è necessario che tutto il personale che è adibito a cotesto Ginnasio-Liceo, prenda parte al nostro Consiglio. Seguirono le presentazioni. Il bidllo, la moglie portinaia, la bollitrice del gigantesco Samovar per la refezione, la lavandaia delle salviette, l'accenditore delle stufe, lo spazzacaminetti altre cinque o sei persone aventi altre piccole mansioni erano i nuovi membri del consiglio. Ci guardammo stupefatti. L'ispettore ebbe la parola e disse che non comprendeva affatto per quale scopo si fosse radunata lì tutta quella gente, mentre dovevasi trattare di cose della quale essa forse non capirebbe nè il senso nè l'importanza. Tutti ad una voce risposero che colla legge bolsevika ne avevano il diritto e che se ne varrebbero, e che i privilegi della borghesia non esistevano più. La seduta fu aperta. Si discusse il programma per le diverse classi e quando il tema fu esaurito, il Commissario soggiunge: Siccome pel troppo lavoro il tempo mi manca, incarico questi Compagni di assistere alle lezioni e li nomino Censori governativi. |