AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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2) Incontro coi bolsceviki.

 

Era l'otto dicembre 1917, vecchio stile, giorno nefasto per la povera città di Irkutsk, la prima delle nove giornate di sangue e di terrore; e negli annali della storia, sarà la pagina più pietosa e straziante. Barbarie, crudeltà ed infamia, si disputarono la palma nella bieca tragedia. Io fungeva allora da Direttrice dell'Ufficio di Censura e finitone il servizio andai per una lezione. Un colpo di cannone esploso a poca distanza mi fa dare un balzo; intuendo qualche brutta sorpresa, esco, ma le strade sono tutte occupate da una massa di soldati tutti armati. Agli angoli sono appostati due cannoni; sulla strada, due mitragliatrici. Voglio andare a casa, ma il transito è proibito. Vengo perquisita e derubata del pochissimo denaro che avevo; armi, io non ne portava. Allora incalzata dal pericolo, corro su e giù chiedendo, pregando di lasciarmi passare. Un ufficiale mi si avvicina. Lo riconosco: è un mio ex allievo, ufficiale sino a ieri nell'armata regolare; un traditore. Porta la fascia rossa e una coccarda pure rossa di tali dimensioni da non lasciare alcun dubbio sul partito a cui appartiene. Il cuore mi si stringe e ripetendo la dolorosa frase di Cesare, gli dico:

 

E tu pure?...
E' la forza del momento. Voi non sapete, ma se non muoio, mi giustificherò.

 

Mi diè un lascia-passare scritto a matita, per la "Cittadina Floriani”; e dopo qualche altro piccolo incidente arrivai a casa, felice d'averne varcata la soglia, incolume.

 

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