AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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23) Natale festoso

 

I giorni si seguivano e si rassomigliavano, le settimane alle settimane, i mesi ai mesi. Si camminava meno, impediti dalle pelliccie; ma in compenso, si trovavano più frequenti i carri su cui adagiarsi e riposare, La natura nulla offriva ne di vario, nè di gradevole: neve, neve e neve; un candore abbagliante, steso all'infinito e solo rotto qua e là da qualche macchia nera: boschi d'abete.

Nei pressi della ferrovia, a frotte ci attraversavano la strada le lepri, che grigie l'estate, e vestite di candidissimo pelo l'inverno, talvolta sembravano al nostro occhio palle di neve che passassero con la velocità del lampo dinanzi a noi per perdersi nell'infinito dello spazio.

Il Natale, il primo giorno lo passammo in piena steppa. Confesso che non fu una giornata troppo allegra, mentre noi si sperava d'arrivare ad un villaggio distante poche verste. Ma disgrazia volle che una delle mie compagne fosse colta d'angina, e non potendo camminare che poco e male, non toccammo la desiata meta che l'indomani intorno alle 10.

L'isba alla quale volgemmo i passi, aveva un non so che di festività. I gerani in fiore, dai colori più vivi e sgargianti facevano occhiolino attraverso le doppie impannate irradiate da uno splendido sole natalizio, tutto lindo, pulito, tutti in allegria. Il Natale, la festa più celebrata dalla liturgia ortodossa, la festa delle feste pel Russo; è, per il contadino russo, giornata d'orgia e d'ubriachezza.

L'accoglienza fu entusiastica, Ci fecero padroni di tutta la pasticcia, ci fu imbandito un sontuoso pranzo di vari arrosti, dolci, the e kwas, ottima bibita rinfrescante; e poi vollero a tutta forza che prendessimo parte all'acquavite, ai canti ed al ballo.
Io, come più vecchia, fui dispensata da tanto divertimento e mi coricai sulle soffici pelli d'orso distese per terra.

L'indomani i compagni mi narrarono della famosa nottata; i due giovanotti, particolarmente, s'erano divertiti. Tre giorni di sosta; poi, fatto contratto coi nostri ottimi ospiti, attaccarono la troika e ci condussero per scorciatoie sino quasi alla Stanzia Manciuria. Tre giorni e due notti ci condussero coi loro bravi cavallini, molto resistenti ed infaticabili. Ringraziati gli ospiti, continuammo il penoso viaggio.

 

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