AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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24) In ferrovia.

 

A Stanza Manciuria, ove si giunse dopo due giorni di lento cammino trovammo finalmente la ferrovia Russo-Cinese, che faceva servizio. Non so se C. Colombo esultasse tanto nell'udire il grido di “terra, terra”, quanto noi trovando una vera stazione, con veri vagoni e ferrovieri autentici e biglietti. 

Tutto, insomma, come nel mondo civile. Dunque, si attraverserebbe la Manciuria seduti e come per incanto ci si troverebbe trasportati a centinaia di verste senza faticare? Non si credeva ai propri occhi; ma al muoversi del treno dovemmo ben persuaderci che non era un sogno. Mai viaggiatore, seduto comodamente in prima dell'International Express, mai, dico, nessun viaggiatore godette della voluttà inesprimibile, che i poveri cinque paria sentirono in quei coupè di III classe, stipati con le acciughe, spinti, sballottati e pesti tra la folla ingombrante ed eccessiva!

Ma ecco che, dopo dieci ore di gioia, si arriva di nuovo su terra siberiana ed è duopo scendere abbandonare quel lembo di Paradiso... Bisogna fare di necessità virtù, bisogna compiere l'itinerario, bisogna ricominciare e raddoppiare di coraggio...
Ancora una decina di giorni e si sarebbe arrivati, se le bande dei tongusi non ci molesteranno. I tongusi sono le bande dì cinesi dediti alla rapina alle grassazioni, sono terribilissimi briganti, che vivono nelle foreste.

 

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