AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu |
26) La seconda città indiana.
Circa dieci giorni dopo, si arrivò a Colombo, Questa città, importante per commercio, è però meno bella di Singapore, quantunque essa conservi sempre tutta l'impronta dei tropici. Affollata di genti venute da tutti i, punti del globo; vetture, tram, automobili, che vanno e che vengono, che s'incrociano e s'incalzano in ogni senso; negozi sfarzosi, colori smaglianti, palazzi in marmo e svelte pagode... Chi poi è abituato al verde tenero e sensibile della nostra campagna e non ha il senso dei grandi paesi tropicali dove si presentano come in sogno delle esplosioni d'alberi d'una leggerezza ed eleganza gigantesca, non può farsi nemmeno un'idea dell'impressione che si ritrae alla vista d'una città indiana, Qui evvi anche, poco distante dalla città, il più celebre giardino zoologico dei tropici. Io mi sentiva troppo accasciata dal solleone e non ci andai. Lo deploro oggi molto ma chi ci fu, me ne narrava meraviglie sorprendenti. Come a Singapore, anche a Colombo, la donna è rappresentata largamente. Le europee ne danno il maggior contingente, ma ce n'è anche moltissime di colore, anzi di tutti i colori; Esse vengono tutte costi in cerca di ricche avventure che, certo, abbondano ed il loro mazzo si compone di fiori strani, dai colorì metallici e dai profumi vertiginosi i cui calici invece di rugiada contengono forse lagrime amare. Lo rosa, la violetta, la margheritina, fiori delicati e soavi, non possono crescere nel nero fango di cui son lastricate le grandi città! Lasciamo finalmente e con rammarico, anche Colombo, dando io un eterno addio a quelle splendide contrade, il cui, fascino mi ossessiona ancora. Ti saluto, sì, ti saluto o India, paese di sogno e delle passioni, ove le anime son di fuoco come il loro sole! addio, o bei volti bruni, addio candidi panneggiamenti, addio natura dalla vegetazione, lussuosa e dai colori più vividi, gigantesca dai profumi inebrianti, addio pagode, elegantemente bizzarre! Addio, addio, contrade di luce, d'azzurro e di profumo, il cui ricordo rimarrà per sempre impresso nel mio animo. A voi debbo la gioia ineffabile d'aver vissuto per qualche ora in un mondo sconosciuto, ch'io attribuiva alla fantasia di scrittori innamorati e che è invece una meravigliosa realtà. Il nostro sole infuocato sciolse il ghiaccio onde i lunghi inverni della Siberia avevano avviluppato il mio vecchio cuore il vostro sole, il vostro profumo, il vostro colore, vita nuova e coraggio e vigor giovanile infusero nelle mie membra esauste dalla fatica di vivere. |