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25 anni di CALCIO a Buja A cura di Tristano Vattolo Introduzione Millenovecentottantaquattro! Buia mille anni, Associazione Polisportiva Buiese Calcio. Venticinque anni. È certo che la pratica del calcio a Buia non è cominciata solo venticinque anni fa ma molto prima, in epoca non precisa, appena finita la prima guerra mondiale. Allora si praticava in forma quasi empirica cercando di emulare le gesta dei calciatori del Genoa o dell'Ambrosiana; si giocava sui prati o sulle innumerevoli piazze di cui Buia era ricca. I primi incontri importanti avvennero fra frazioni e si sa di certe partite avvenute sulla piazza del mercato di Santo Stefano con i pioppi che fungevano da porte. Pian piano questo gioco prese piede e verso il 1930 quando s'iniziò la costruzione delle Scuole di Collosomano, venne riservata a fianco di esse una area destinata al campo di calcio con addirittura vicino una piscina per il nuoto. La seconda guerra mondiale, come per ogni cosa anche per il calcio fu una parentesi negativa; a guerra finita ricominciò a circolare al sfera di cuoio. Nacque in quel periodo, esattamente nel 1946, un giornaletto il cui nome non poteva che essere «IL REGNO DI BUIA», non era né settimanale né quindicinale, né mensile, ma usciva «quando poteva». Nel primo numero del 1946 si legge un articolo in cui si fa riferimento all'attività sportiva; oltre a gare ciclistiche, si parla di una importante sfida di calcio fra celibi ed ammogliati. Nel 1947 la neonata Associazione Sportiva Buiese, iscrive la propria squadra al campionato di prima categoria e per prepararsi al campionato, il 13 luglio 1947 incontra sul campo di Collosomano una squadra di ex Udinesi di serie A. Negli anni seguenti, sempre leggendo gli articoli sportivi del «Regno di Buia», si viene a sapere che a «periodi d'oro» di grosso calcio: partitissime con il Gemona, con il Chiavris, con l'Olimpia, un terzo posto in campionato e un primo posto nella coppa Morgante (venti reti in quattro gare), seguono periodi di crisi. Il cronista di allora, nei suoi articoli, lamenta che in tali periodi sono diventati sportivi coloro che leggono la Gazzetta dello Sport e non coloro che praticano lo sport stesso. Negli anni cinquanta l'attività prosegue a fasi alterne e viene fondata l'Associazione Calcistica Buiese che partecipa a vari campionati. Nel 1956 sotto la Presidenza del cav. Ardito Pittini, l'Associazione Calcistica Buiese, iscritta regolarmente al campionato di prima divisione F.I.G.C. a quattro giornate dall'inizio, ritira la squadra e viene sciolta. Per due anni vi sono vari tentativi di ricomporre sia l'Associazione che la squadra di calcio, ma con risultati vani. In questo periodo, per giustamente dar modo a diversi volonterosi giovani di poter partecipare a gare vere, viene iscritta al campionato Juniores del C.S.I., una squadra di ragazzi dai 16 ai 18 anni ben guidata da Tonino Enso e Giobatta Molinaro si comporta egregiamente. Diversi «ragazzi» della classe di chi scrive, leggendo tra queste righe, andranno indietro nel tempo nostalgicamente ricordando avvenimenti indelebili. Si giunge quindi all'anno 1959, con esattezza al 19 settembre, giorno in cui un gruppo di promotori iscrive senza indugi la squadra di Calcio del Buia al campionato di seconda categoria F.I.G.C, avendo la stessa modificato le «divisioni» in «categorie». ASSOCIAZIONE POLISPORTIVA BUIESE è la denominazione che viene imposta alla Società che da allora, per venticinque anni, fino ad oggi ha operato con e per il calcio a Buia. Periodo d'ambientamento È doveroso innanzitutto citare coloro i quali per primi si sobbarcarono l'onere e l'onore di far parte del primo consiglio: Molinaro cav. Tarcisio Presidente, Papucci Carlo Segretario, Calligaro Matteo Cassiere, Giacomini Edy e Minisini Angelo Consiglieri, Savonitto Paolo e Comoretto Fortunato Sindaci, Guerra Ermenegildo fu chiamato a far le funzioni di allenatore. Il primo periodo fu davvero disastroso e i dirigenti dovettero correre ai ripari avvalendosi, verso metà campionato di giocatori di Gemona e di alcuni militari, riuscendo a migliorare di domenica in domenica, finirono il campionato 59-60 al quinto posto in classifica. Nel 1960-61 venne chiamato alla presidenza Matteo Calligaro e la squadra, con la guida di «Gildo» Guerra, ben si comportò, giungendo seconda ad un punto dall'Osoppo. I seguenti campionati furono sempre brillanti per l'A.P. Buiese, in quanto la fine di ogni stagione sportiva la vedeva tra le protagoniste delle lotte al vertice. Nel campionato 1961-62 finì prima a pari merito con la Sandanielese, ma la grinta della squadra e il tifo indiavolato dei numerosi sostenitori non servirono, durante lo spareggio, alla vittoria; la Sandanielese prevalse per 2 a 1 salendo in prima categoria. In quella stagione era stato eletto alla presidenza il signor Fortunato Comoretto e le funzioni di allenatore erano state assegnate a Gildo Guerra. Numerosi furono i giocatori che in questi e negli anni successivi indossarono la maglia granata, dallo stemma con il Toro, della Buiese. Uno merita essere citato in quanto prima nel ruolo di giocatore e poi in quello di dirigente, dall'inizio e per un quarto di secolo operò e sta operando tuttora in seno alla Società: LICIO CIANI. Un altro personaggio che lasciò un buon ricordo di se a Buia e che a molti farà piacere sentir nominare fu il militare «DANCELLI» le cui capacità messe al servizio della squadra fecero si che questa, su ogni campo, si rendesse sempre temibile. Nell'arco di tempo che va dal 1963 al 1969 la nostra squadra si comportò sempre con onore lottando ogni stagione per i posti di alta classifica, senza però fare l'agognato salto in la categoria. A presiedere il direttivo, subentrando al signor Comoretto Fortunato, nel 1963 fi chiamato il dott. Cesare De Minicis che ricoprì tale ruolo per ben otto anni; la sua costanza e capacità vennero, come più avanti vedremo, premiate, con il passaggio in prima categoria. In questo periodo, ad allenare la varie squadre furono chiamati nel '63 Dolso e Tonino Enso, nel '64 il signor Attilio Frizzi che in più di un'occasione e malgrado i suoi quarant'anni, scese in campo, dando esempio ai suoi pupilli come segnare reti memorabili su calci di punizione da fuori area (un Zico di vent'anni fa). Nel 1966 le funzioni di allenatore vennero esplicate da Talotti Bruno, mentre nel '67 da un personaggio che molti anni dopo ricoprirà ruoli importanti come preparatore atletico in squadre di serie A: prof. Faustino Anzil. Nel 1968 e 69 vide seduto in panchina come trainer (allora non esisteva ancora l'appellativo Mister) Tonino Enso. Anni d'oro Finalmente nella stagione 1969-70 sotto la presidenza del dott. Cesare De Minicis e la guida tecnica di Tonino Enso, l'A.P. Buiese, sale in prima categoria, rimanendovi fino alla stagione 79-80. Pur se funestato dal cataclisma distruttivo del 1976, questo fu il decennio migliore per il calcio buiese, non tanto per il fatto di vedere un gioco superiore per la delizia dei sostenitori, quanto per altri motivi di cui più avanti parleremo. Al primo anno di partecipazione alla categoria superiore, con grande orgoglio dei dirigenti e della tifoseria la squadra, da matricola, si trasformò in protagonista si da installarsi, alla fine del campionato, al secondo posto. Nel 1970-71 il signor Nino Carmassi lasciò la porta per la panchina e vi rimane anche per la stagione seguente nella quale il signor Fortunato Comoretto ritornò alla presidenza. Si cercò di dare un impulso al Settore Giovanile per far posto a diversi ragazzi che si avvicinavano al calcio, le fila si ingrossarono e oltre alla prima squadra affidata alle sapienti cure di Tonino Enso, il signor Albertini Enzo viene chiamato a sovrintendere al Settore Giovanile, formato da Juniores, Allievi, Giovanissimi ed Esordienti. Le due seguenti stagioni videro alla presidenza del sodalizio il cav. Tarcisio Molinaro, come Trainer nel 72-73 operò il signor Scrassigna mentre nel 73-74 di nuovo Tonino Enso. In quel periodo si decise di partecipare alla Coppa Italia dilettanti, il risultato fu ottimo e si giunse fino agli incontri Interregionali andando a scontrarsi con la forte squadra dell'Abano Terme che, eliminandoci, pose fine all'avventura. Dal 74 al 76 le funzioni di presidente furono espletate dal signor Orlando Nicoloso. Se nel 1973 ci fu un mezzo trambusto causato dal periodo di «austerità» (chi è che rammenta ancora i viaggi in auto con targhe alterne o in bicicletta?), nel 1976 ci fu un trambusto ben maggiore. L'anno che rimarrà nella storia del Friuli come il peggiore della sua esistenza, fu tale anche per l'A.P. Buiese; uno dei suoi ragazzi Vanni Calligaro, rimase sotto le macerie della Caserma di Gemona ove prestava servizio militare. Doveroso sento e sentiamo tutti il bisogno di correre con il pensiero a lui e dedicargli un attimo di raccoglimento. Il tempo non si ferma e crudelmente continua imperterrito la sua strada, di conseguenza l'umana stirpe è costretta a seguirlo e con essa continuano tutte le manifestazioni di cui è ricca. Mi scuso, quindi, con chi potrebbe pretendere più spazio su questo argomento che così crudelmente colpì tutti noi e proseguo nella mia cronistoria. Il campo sportivo di Collosomano venne trasformato in tendopoli ove travarono rifugio innumerevoli persone, il nuovo campo in via Arrio, non ancora praticabile, venne occupato dall'Ospedale Militare e così nella Stagione 76-77 la Buiese si vide costretta a svolgere metà campionato a Caporiacco. Il girone di ritorno grazie allo sforzo finanziario delle Autorità Comunali, degli aiuti della F.I.G.C. e di una miriade di sostenitori, si potè svolgere sul campo di Collosomano. Come presidente era di nuovo stato eletto il signor Fortunato Comoretto, la guida della prima squadra era stata affidata a Nino Carmassi, mentre nel Settore Giovanile la responsabilità ricadde sulle spalle di Renzo Novello, Guglielmo Zanini e Nadi Comoretto. Il 1979 è l'ultimo anno con funzioni di presidente di Fortunato Comoretto al quale da queste righe a nome dell' A. P. Buiese mi sento autorizzato ad esternare i sensi di una profonda riconoscenza. In quell'anno, avvenimento gradito, il CONI assegnò alla Buiese il C.A.S., uno dei tanti centri di addestramento allo Sport dislocati nel Friuli. Con questo avvenimento, la Società cominciò ad introdurre nei suoi programmi oltre che le funzioni di puro sport anche una funzione sociale, in quanto nel nutrito numero di giovani, ragazzi e ragazzini confluirono pure bambini con età di otto anni. Per la prima squadra fu incaricato della preparazione il signor Scrassigna che però verso la fine campionato si dimise e al suo posto subentrò Gianni Ellero. A stento si riuscì a scansare la retrocessione, che però con rammarico di tutti, non si potè evitare nella stagione successiva. Sotto la presidenza del signor Mario Tonino, la squadra fu affidata al Trio: Novello, Ellero, Piano che cedettero le armi a Tonino Enso che a sua volta dopo pochi mesi lasciò la patata bollente nelle mani di Gianni Ellero che non potè evitare il peggio, come detto, si retrocesse in seconda categoria. Fatto curioso: dieci anni prima, quando la squadra era salita in prima categoria alla guida tecnica si trovava Tonino Enso, quando questa scende in seconda, in panchina, anche se per pochi mesi c'è ancora Tonino Enso. Nel frattempo l'Ospedale Militare aveva tolto il suo accampamento dal terreno di gioco sito in via Arrio, si era provveduto al suo ripristino e con orgoglio si cominciò a disputare gli incontri in quel campo. L'orgoglio iniziale piano piano scemò e negli anni successivi quel terreno divenne, per la Società e soprattutto per i dirigenti, una spina nel fianco. Pur usandolo con parsimonia si dimostrò inadatto e mal costruito, a nulla valsero le mille cure con cui i dirigenti cercavano di mantenerlo praticabile. L'Amministrazione Comunale recependo le insistenze della Società e rendendosi contro del fatto, deciderà poi, nel 1983 di rifare totalmente l'impianto. Ultimo lustro Si riprese con lena nel 1979-80 per cercare di risalire nella categoria superiore, ma pur dimostrando di meritarla, alla fine della stagione l'obiettivo sfuggì per un soffio. Presidente di nuovo Mario Tonino, la prima squadra fu affidata al signor Roberto Casini, il Settore Giovanile a Guglielmo Zanini, Giuseppe Calligaro e Dario Sandroni. Il Settore Giovanile cominciava a dare i suoi frutti e numerosi ragazzi ancora giovani cominciarono a trovar spazio nella prima squadra. 1980-81, 1981-82, in queste due stagioni le funzioni di presidente furono esplicate dal signor Franco Calligaro e se nella prima, sotto la conduzione tecnica di Guglielmo Zanini la nostra compagine sfiorò un'altra volta la promozione (finimmo terzi alle spalle dello Spilimbergo e della Majanese), nella seconda rischiammo quasi l'onta della retrocessione in terza categoria; la certezza di non essere retrocessi rasserenò gli animi di tutti solo dopo il penultimo incontro. A quattro giornate dal termine il Zanini, convinto che la sua uscita avrebbe giovato alla salvezza, si dimise e Gianni Ellero accettò il pesante onere di portare a termine il campionato, da notare che con le altre, questa era la quarta volta che il Gianni veniva chiamato a rimediare situazioni precarie. Nel Settore Giovanile i responsabili furono in queste due stagioni Novello Renzo, Comoretto Nadi e Calligaro Giuseppe. In questo periodo su lodevole iniziativa di Renzo Novello le Autorità Comunali donarono alla nostra Società un prefabbricato Pasotti che smontato dal luogo dove era piazzato venne rimontato a fianco degli spogliatoi del campo di via Arrio, per fungere da Sede Sociale. Non fu un lavoro semplice, trattandosi di un complesso di circa 300 mq; con grande energia, pazienza e dedizione dirigenti e soprattutto il gruppo artigiani di Buia, con oltre tremila ore di lavoro e l'apporto di diversi materiali, portarono a termine il tutto. Questo luogo si dimostrò utilissimo oltre che per la funzione di Sede Societaria, anche per ritrovo di giocatori, riunioni con genitori dei ragazzi e bambini del Settore Giovanile. Non ci sono veramente parole per porre in risalto ciò che il gruppo succitato riuscì a fare in breve tempo, portentosi, a dir poco, sacrificando interessi forse maggiori, dedicarono il tempo del riposo in ore di lavoro per l'A.P. Buiese, di certo un grazie non basta e la nostra riconoscenza è immensa. Il campionato 82-83 fu un campionato di transizione, alla presidenza venne eletto Renzo Novello e come tecnico responsabile della prima squadra approdò a Buia il signor Claudio Zanca. Un rinnovato impulso venne impresso al Settore Giovanile che oltre ad essere affidato a Camoretto Nadi e Giuseppe Calligaro, si giovò anche delle prestazioni del professore di Educazione Fisica Paolo Del Zotto come preparatore atletico delle squadre giovanile. Di stagione in stagione riepilogando i fatti successi da venticinque anni a questa parte, siamo arrivati all'attuale 83-84. Presente stagione Probabilmente non sarebbe necessario spendere tante parole per illustrare il presente della nostra Società, ma se non altro per dar modo a chi non segue da vicino l'A.P. Buiese di conoscere le attuali strutture e per un doveroso omaggio agli attuali continuatori dell'opera svolta in venticinque anni da una miriade di «addetti ai lavori», succintamente presenterò quanto si sta facendo. L'attuale organico vede: presidente Renzo Novello, vicepresidente responsabile del Settore Giovanile Tristano Vattolo, Segretario Michele Tessaro, Cassiere Bernardo Nicoloso; del Consiglio direttivo fanno parte: Claudio Aita, Gino Bocus, Franco Calligaro, Dario, Licio e Valerio Ciani, Guelfo Di Giusto, Giancarlo Fadini, Gino Gasparutti, Giorgio Giusti, Armando Nicoloso, Bruno Papinutto, Lucio Savio, Ennio Tessaro, Ariero, Loris e Pietro Tonino, Raffaele Venturini; collaboratori alacri: Redi Cragnolini, Osmar Ursella e Mario Vezzio; corrispondente stampa «da ben 25 anni» Romano Aita. Come tecnico responsabile, la prima squadra si avvale delle prestazioni valide di Glauco Di Benedetto; accompagnatore ufficiale: Tristano Vattolo, massaggiatore esperto Licio Ciani, collaboratori del Mister: Raffaele Venturini e Guglielmo Zanini. Iniziando il campionato con ventidue ragazzi il Mister Di Benedetto è riuscito a portare l'equipe ad un livello di gioco notevole, alla fine della stagione la Buiese si è dimostrata la terza forza del proprio girone. Il Settore Giovanile vede un folto numero di giovani, ragazzi e bambini suddivisi nelle categorie che poi dirò, gareggiare con vera passione facendo onore alla casacca granata. Allievi: circa diciotto giovani che sotto la pazienza esperta e sapiente guida di Nadi Comoretto sono stati la gradita sorpresa per il proprio accompagnatore Giancarlo Fadini coadiuvato da Lucio Savio e per gli altri Dirigenti, dimostrando con il bel gioco attuato di aver appreso appieno gli insegnamenti del Comoretto e dando adito alla certezza che a breve potranno essere inseriti, man mano l'età lo permetterà, nel giro della prima squadra; ottimo il piazzamento finale nel proprio girone. Giovanissimi: circa ventidue ragazzi affidati alle cure di Marco Pravisano e accompagnati da Claudio Aita e Guelfo Di Giusto, che hanno dimostrato, al di là del piazzamento in campionato dovuto al primo anno in tale categoria, di aver recepito gli insegnamenti del loro tecnico, migliorando il gioco di partita in partita. Esordienti: circa ventitre ragazzi, il cui tecnico, Ugo Budini è riuscito ad amalgamare in una squadra molto combattiva dal gioco veloce e intelligente sì da essere inserita nelle prime posizioni del proprio girone, con orgoglio del loro accompagnatore Bruno Papinutto coadiuvato da Pietro Tonino. Dulcis in fundo Pulcini: più che gruppo oso chiamare «squadrone» di ben trentatre bambini e per giunta terribili; mettendo a dura prova il loro tecnico Paolo Ciani, giovane ventitreenne figlio di Licio, e il loro «papà accompagnatore» Giorgio Giusti, riescono a formare una squadra talmente competitiva che a mo' di rullo compressore, nelle dieci giornate di campionato del proprio girone, non avendo patito l'onta di sconfitte, con 45 reti fatte e solo 3 subite guidano la classifica, a tre giornate dal termine, con 6 punti di vantaggio sulle seconde, giocando pure un buon calcio. Ogni domenica come corollario alla gara si può vedere l'apprensivo tifo dei numerosi genitori che «accompagnano» i propri campioncini in erba. Forse nessuno si è accorto, ma se andiamo a contare il «personale calciatore» risulta che in forza alla A.P. Buiese fra tutte le squadre partecipanti nelle varie categorie compare un folto gruppo di 100 «Personaggi». Non voglio dilungarmi illustrando quali immaginabili difficoltà i dirigenti sono costretti a superare per iniziare e portare a termine una stagione calcistica e, dolente, mi vedo costretto a menzionare il «bilancio» economico che più di qualche volta preoccupa il nostro occultato cassiere Bernardo Nicoloso. L'aiuto finanziario delle Autorità Comunali, la raccolta della carta, le entrate provenienti da diversi fonti non sono mai sufficienti a far si che a fine stagione il bilancio di chiusura avvenga almeno alla pari se non in attivo. Per attrezzare, servire, seguire e curare il plotone dei cento nostri affiliati siamo costretti sempre a chiedere, qualche volta anche con monotonia, aiuti che ci diano la possibilità di portare a termine di anno in anno l'opera iniziata. L'imminente finale di stagione ci vede già protesi verso l'inizio della prossima, i festeggiamenti per le nostre nozze d'argento serviranno anche a sensibilizzare coloro i quali normalmente non seguono il nostro sport. Lo sforzo delle autorità Comunali che hanno voluto «ridarci» un campo sportivo di qualità in un centro che d'ora avanti sarà meta preferita di diversi ragazzi, ci sprona a migliorare per dar modo a questi giovani di potersi difendere più vantaggiosamente dalle sempre più «nocive» tentazioni che la vita moderna propina loro a larghe mani. Ambiziosi poi, sono i nostri programmi per la prossima stagione: saranno raddoppiati gli sforzi per far sì che nel settore giovanile tutto marci per il meglio e che i bambini possano, con familiari ed amici parlare solo bene della nostra A.P. Buiese e di quanto Vi apprendono. È inutile nascondere che i nostri programmi per la prima squadra prevedono il passaggio alla categoria superiore, le capacità tecniche del «nostro» Glauco Di Benedetto dimostrate in questa stagione, ci hanno spinto a richiedere le sue prestazioni anche per il 1984-85, queste, unite a quanto sapranno e dovranno dare i calciatori, saranno il trampolino di lancio per la prima categoria. Ovvio, resta il fatto che tutti dovranno accomunarsi in un unico sforzo, non è un invito agli attuali dirigenti, ma è un appello a chi volesse entrare a far parte e portare la sua opera nella nostra Società. Questa cronistoria servirà senza dubbio a rinverdire ricordi del passato sempre bene accetti, ma è mia presunzione che più di qualche persona dopo averla letta, sentirà l'impulso di avvicinarsi a noi per accomunarsi e continuare lo sforzo per portare sempre più in alto lo sport del calcio a Buia. (Il tempo cancella anche i ricordi più vivi, chiedo venia quindi se certe notizie importanti sono sfuggite dalla carellata e certe persone che avrebbero dovuto essere inserite nella cronistoria non lo sono state). |